Regeni, ora c’è una sentenza. Riconosciuti sequestro e tortura, ma non l’omicidio. I genitori: “Siamo soddisfatti”
La Spagna torna ad indignarsi per il diritto alla casa. A Madrid centinaia di persone occupano Plaza del Sol
Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Brescia. Revocata l’onorificenza al duce
“Il vero significato dei brani arriva sempre dopo”: Francoblu dal vivo a Volume
Regeni, ora c’è una sentenza. Riconosciuti sequestro e tortura, ma non l’omicidio. I genitori: “Siamo soddisfatti”
di Alessandra Tommasi
Tre condanne per il sequestro e le torture inflitte a Giulio Regeni, nessuna per l’omicidio del ricercatore ucciso al Cairo nel 2016. È quanto ha stabilito la sentenza della Prima Corte d’Assise di Roma. A tre dei quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani imputati nel processo ha dato 10 anni di carcere. Si tratta di Ibrahim Sharif, Uhsam Helmi e Athar Kamel Ibrahim, tutti ritenuti responsabili del sequestro e delle feroci torture che hanno ucciso Giulio. Ma non del suo omicidio. Mentre il quarto Tariq Sabir, è stato assolto. Bisognerà aspettare le motivazioni per capire meglio la sentenza, ma è chiaro che i giudici non hanno ritenuto sufficienti le prove raccolte.
La procura aveva chiesto l’ergastolo per Sharif e per gli altri tre 17 anni di carcere. Oltre alla detenzione, i tre condannati dovranno risarcire la famiglia e lo Stato italiano, che era parte civile nel processo. Ai giornalisti, uscendo dall’aula, i genitori di Giulio dicono soltanto: “Siamo soddisfatti”. Durante la lettura della sentenza però la madre, Paola Deffendi, piange. È una “verità” ancora incompleta quella stabilita oggi e che la famiglia Regeni non ha mai smesso di chiedere, ma emerge un fatto: lo Stato egiziano ha una responsabilità nella morte di Giulio.
Alessandra Ballerini, legale della famiglia: “Ora anche il nostro governo dovrà prenderne atto, reclamare il risarcimento del danno come richiesto dall’avvocatura di Stato e rompere i rapporti con un Paese che lungi dall’essere sicuro, tortura, uccide anche i cittadini degli Stai cosiddetti amici”.
La Spagna torna ad indignarsi per il diritto alla casa. A Madrid centinaia di persone occupano Plaza del Sol
di Giulio Maria Piantadosi
In Spagna non si arresta la protesta esplosa dopo lo sfratto di Maricarmen, la donna di 87 anni costretta a lasciare la propria casa venduta ad un fondo immobiliare. Maricarmen è diventata il simbolo di un problema che la popolazione spagnola affronta da anni. Per rispondere alla rabbia sociale, domani il Consiglio dei Ministri voterà per approvare il nuovo decreto per la casa, ribattezzato proprio “decreto Maricarmen”. Nel fine settimana migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid per chiedere che la casa sia un diritto e non un lusso in mano a grandi fondi speculativi. Dopo la manifestazione, centinaia di studenti e giovani lavoratori hanno occupato Plaza del Sol, la principale piazza della capitale.
Il racconto da Madrid di Giulio Maria Piantadosi.
Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Brescia. Revocata l’onorificenza al duce
Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Brescia. Il consiglio comunale ha approvato, con 17 voti favorevoli e 9 astenuti, la mozione che dopo più di un secolo toglie l’onorificenza al duce. Durante la discussione i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno provato a emendare il testo, aggiungendo l’equiparazione tra fascismo e comunismo, ma la proposta è stata bocciata.
Andrea Curcio, consigliere comunale del Pd e primo firmatario della mozione, ai nostri microfoni.
“Il vero significato dei brani arriva sempre dopo”: Francoblu dal vivo a Volume
Una maschera blu, un sax e pensieri che si accavallano. Francoblu arriva dal Lago d’Orta e ha appena pubblicato il suo primo EP, ‘scusa se divento strano quando c’è tanto rumore attorno’: cinque brani sospesi tra spoken, jazz, blues ed elettronica lo-fi, costruiti come piccoli monologhi interiori.
“Ho iniziato a campionare delle cose, e a rapparci un po’ sopra, anche se poi quello che esce è un pochino più urban. Francoblu c’è sempre stato, sono io, in realtà non c’è nessuna maschera”. Dentro ci sono istantanee quotidiane e il tentativo di rimanere presenti mentre tutto intorno distrae. Non tutto infatti deve necessariamente essere spiegato: “I brani hanno il loro significato, ma quando li spieghi perdono fascino e la possibilità di essere compresi da ognuno in maniera differente. Anche per me il vero significato dei brani arriva sempre dopo che li ho scritti”
L’intervista di Dario Grande e il MiniLive di Francoblu.
Le prossime iniziative
Martedì 29 settembre riparte il tour di Radio Popolare: Falla con Noi!
Nuova stagione, nuovo tour di Falla con Noi!
Per il quarto anno consecutivo, una volta al mese Radio Popolare uscirà dagli studi e trasmetterà in esterna, per fare la radio assieme a voi. Quest’anno cambiamo format: l’ultimo martedì del mese, a cavallo tra il pomeriggio e la serata, trasmetteremo da un luogo di Milano – dove le persone si incontrano – con ospiti, racconti dai quartieri e naturalmente un occhio particolare verso le elezioni comunali della prossima primavera. Venite a trovarci, per chiacchierare e magari bere un aperitivo insieme.
Si riparte martedì 29 settembre, dal Nuovo Armenia, accanto al parco pubblico Niccolò Savarino, in via Livigno 9, zona Dergano (M3 Dergano, filobus 90-91-92, bus 82, tram 2), Milano.
Vi aspettiamo dalle 17 in poi. Alle 21.30 un evento speciale: la proiezione del video sui 50 anni di Radio Popolare, realizzato da Studio Azzurro ed esposto l’anno scorso alla mostra “50 e 50”.
Dalle 17 alle 18 – Disma Pestalozza ed Elisa Graci
Dalle 18 alle 19.30 – Mattia Guastafierro e Roberto Maggioni
Dalle 20 alle 21.30 – Giulia Strippoli e Alessandro Diegoli
Dalle 17 letture per bambini con le librarie di Scamamù.
Live Pop del 1º ottobre: “G8 2001: 25 anni dopo…”
Venticinque anni dopo, del vertice G8 di Genova – dal 19 al 22 luglio 2001 – restano solo le immagini della morte di Carlo Giuliani, delle devastazioni dei black bloc, del sangue dei manifestanti feriti nell’assalto alla scuola Diaz, delle violenze nella caserma di Bolzaneto. Ma prima di quella tragica cronaca e della lunga pagina giudiziaria e politica che ne è seguita, il G8 è stato anche il sogno perduto di una generazione – anzi, più di una – che al vertice voleva portare una diversa visione della società e dello sviluppo. E, nello stesso tempo, lo sconcerto e la delusione di Genova, grande città italiana che si era preparata per portare al mondo quelle stesse idee e la migliore accoglienza.
Ne parleremo a Live Pop giovedì 1º ottobre, nell’Auditorium Demetrio Stratos, con Donatella Alfonso, giornalista e scrittrice, cronista di Repubblica nei giorni del G8 ed autrice di “G8 2001: I giorni amari di Genova” (Ed. All Around); Moni Ovadia, attore, cantautore, scrittore; Domenico “Megu” Chionetti, portavoce di Don Andrea Gallo 2003-2013 già presidente Comunità di San Benedetto al Porto 2018-2023, Oggi funzionario Spi-Cgil. Genova.
Alla serata parteciperà anche The André (pseudonimo di Alberto Ghezzi), musicista che riscrive e reinterpreta celebri brani di musica trap, indie pop e contemporanea (come quelli di Achille Lauro, Calcutta o Lo Stato Sociale) cantandoli con la voce e la poetica tipiche di Faber. Conducono la serata Claudio Agostoni ed Andrea Cegna.
Per il solo pubblico in sala, la serata inizierà alle 21 con un doppio ‘aperitivo’: un bicchierino di uno storico vermouth genovese e la proiezione di video legati alle giornate del G8. Dalle 20 dj set a cura di Matteo Villaci e possibilità di spuntini e birrette.
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